• DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
  • DIOCESI di ADRIA - ROVIGO
 

DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Corpus Domini 2017

E-mail Stampa PDF

La solennità del Corpo e del Sangue del Signore ci offre l’occasione per una sosta di riflessione e di adorazione davanti all’Eucaristia, affinché il sacramento del corpo e del sangue del Signore diventi il centro della nostra vita di cristiani e della vita della Chiesa.
Le letture che la liturgia ci ha proposto mettono in evidenza il segno del pane: il pane rappresenta il nutrimento di cui l’uomo ha bisogno per vivere, un nutrimento che non può essere solo materiale ma che viene da Dio stesso. Gesù presenta se stesso come questo nutrimento che Dio offre all’uomo e che consiste nella persona stessa del Figlio di Dio. Gesù è «il pane vivo disceso dal cielo» e nel sacramento dell’eucaristia, sotto i segni del pane e del vino, egli continua a donare se stesso per la nostra salvezza.
Vorrei sottolineare come Gesù, offrendoci il pane e il vino dell’eucaristia, insista sul comando di mangiare e bere: non soltanto mangiare il pane e il vino, ma mangiare «la mia carne» e bere «il mio sangue». Queste espressioni, che hanno sconcertato chi per primo ha ascoltato questo discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao, vanno comprese nel loro vero significato: «carne» e «sangue» rappresentano la sintesi dell’essere concreto di una persona; «mangiare» e «bere» sono segno di una assimilazione. «L’uomo è ciò che mangia» diceva un filosofo (Feuerbach) e questo vale anche per il cibo che è l’eucaristia. L’effetto dell’eucaristia è quello di farci diventare ciò che mangiamo e quindi di trasformarci in membra vive del corpo di Cristo.
E’ proprio in forza questa assimilazione che il sacramento dell’eucaristia ci mette in comunione con Cristo: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui»: nell’eucaristia il Signore Gesù non ci dà soltanto qualcosa di cui abbiamo bisogno, ma ci comunica tutto se stesso. La sua stessa vita divina ci viene partecipata e, come dice Paolo, non viviamo più per noi stessi, ma per Dio.

Leggi tutto...

Don Pino (Giuseppe) Fogagnolo nella luce eterna del Padre

E-mail Stampa PDF

 

 

Don Giuseppe (don Pino, per tutti) Fogagnolo - di anni 85 - ha chiuso oggi, 13 giugno, festa di S.Antonio - la sua lunga giornata terrena, spesa nel servizio in Cattedrale ad Adria, a Frassinelle S. Maria Assunta (inviato nel lontano 1959), al "don Bosco" in Commenda (per oltre 10 anni) e nelle varie caserme rodigine con le Forze Armate (Vigili del Fuoco, Croce Rossa e Guardia di Finanza). Da ricordare anche la sua attività di insegnante di Religione Cattolica (specie alla Ragioneria) e la collaborazione al "Centro Aiuto alla Vita".

Era stato ordinato il 26/6/1955. Per lui, dunque, oltre 60 anni di messa e dedizione encomiabile alla comunità cristiana diocesana. 

Ecco le parole del Vescovo Pierantonio durante la liturgia funebre dello scorso 16 giugno, nella Chiesa della Commenda.

Il saluto che desideriamo dare al nostro caro don Giuseppe è segnato dalla speranza cristiana, che viene espressa in modo particolare nell’eucaristia che celebriamo. Nella fede sappiamo che la morte non è l’ultima parola. Come abbiamo sentito nella prima lettura, Dio ha promesso di eliminare la morte per sempre e per questo ha mandato nel mondo il suo Figlio, pane vivo disceso dal cielo. Dice Gesù: «Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno, il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» Come non possiamo pensare che questa promessa si compirà per questo nostro fratello che per ben 62 anni ha celebrato l’eucaristia e si è nutrito della carne e del sangue del Signore?

Leggi tutto...

NOTIFICAZIONE VESCOVILE SULLA CAUSA DI CANONIZZAZIONE DELLA BEATA MARIA BOLOGNESI

E-mail Stampa PDF

Ritengo opportuno rendere noto ai presbiteri e ai fedeli della Diocesi alcune decisioni relative alla causa di canonizzazione della Beata Maria Bolognesi, decisioni prese, in ottemperanza alla disciplina canonica che regola le Cause dei Santi, al fine di meglio evidenziare il carattere ecclesiale della causa di canonizzazione e del culto della Beata.

1.    Con decreto del 30 marzo scorso, ho provveduto a dichiarare che la Diocesi di Adria-Rovigo è l’unico attore della predetta causa di canonizzazione.
Il “Centro Maria Bolognesi”, che ha promosso la causa e a cui la Diocesi si è affiancata come coattore per iniziativa di mons. Lucio Soravito con decreto del 13 settembre 2013, ha mutato la sua configurazione giuridica in seguito alla modifica dello Statuto deliberata il 23 gennaio 2016, con cui è diventato “Centro Beata Maria Bolognesi ONLUS”. In seguito a tale modifica, per continuare ad essere attore della causa di canonizzazione, il Centro necessitava un nuovo riconoscimento da parte dell’autorità ecclesiastica, riconoscimento che non ho ritenuto opportuno concedere. La nuova veste giuridica assunta dal Centro, infatti, comporta significative conseguenze sia per quanto riguarda le finalità sia relativamente alla possibilità di applicare la normativa prevista dal diritto canonico per le associazioni private di fedeli.

Leggi tutto...

Pagina 2 di 2

Vescovo Emerito Lucio

Statistiche sito

Tot. visite contenuti : 528126

Utenti on-line

 135 visitatori online
Tu sei qui: Home