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Nella chiesa della Commenda, oltre alle sculture del Biancini, meritano attenzione anche altre tre sculture: piuttosto antiche, queste, e tutte e tre provenienti dall'altare maggiore della chiesetta di S. Rocco (fondata attorno alla metà del XVI sec. ma demolita nel 1938 per lasciare spazio alla costruzione del Palazzo dell'I.N.A. sul Corso del Popolo). Sull'ex altare maggiore sono collocate due statuette, databili alla metà del XVIII sec., raffiguranti S. Sebastiano (a destra) e S. Bellino (a sinistra), eseguite dall'estense Giuseppe Bossi: opere di mestiere, certamente, ma di buona efficacia (specie la seconda). Senz'altro notevole, invece, è il S. Rocco di legno del rodigino Giovanni Caracchio, artista purtroppo mal conosciuto, che fu attivo agli inizi del XVII sec., e che anche qui seppe produrre un'opera di chiara eleganza.
A san Rocco è dedicata la cripta del santuario.
Si leva in abside la statua di Maria venerata nella "Peregrinatio" polesana. È dono dei Cavalieri del Santo Sepolcro.
Il simulacro ligneo della Madonna Pellegrina d'Italia, ideato nel 1946 dallo scultore Malerba degli Artigianelli, è stato riprodotto e diffuso in molte copie sparse oggi in Italia e nel mondo.
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| cenni
storici |
Dopo l'approvazione del progetto da parte della Pontificia Comm. per l'Arte Sacra in data 13.1.1953 e le successive autorizzazioni da parte degli organi statali, l'impresa Domenico Danella e figli di Venezia, vincitrice dell'appalto, inizia i lavori delle fondazioni e della cripta. Il 17 luglio 1955 è benedetta la Prima Pietra: il lavoro si protrae per altri due anni.
Finalmente il 29 novembre 1957 il vescovo Guido M. Mazzocco con solenne liturgia consacra il nuovo tempio e il giorno successivo vi intronizza la venerata statua della Madonna Pellegrina.
Il 1° dicembre 1957 c'è la splendida inaugurazione di tutto l'immenso complesso, per la presenza del card. Angelo Giuseppe Roncalli Patriarca di Venezia, poi Papa Giovanni XXIII.
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san Rocco
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