| altro... |
Gli arquatesi si danno appuntamento ogni arino al castello per una suggestia rievocazione storica in cui uomini donne e bambini diventano per un giorno nobili, gendarmi e popolani e, aiutati dal "Gruppo Musici e Sbandieratori" festeggiano la ricorrenza contendendosi "Il Palio degli ochi". Chiude i festeggiamenti un bellissimo spettacolo pirotecnico della ditta arquatese di fuochi artificiali Martarello che attira migliaia di persone da tutto il Polesine e oltre.
Nella parrocchia di Arquà sono presenti diversi gruppi di catechesi, divisi per età e il gruppo dei giovanissimi del post-cresima.
Da non dimenticare la corale: un gruppo di circa cinquanta persone che col loro canto animano la Messa nelle grandi solennità e ogni prima
domenica del mese.
|
| cenni
storici |
La storia della Parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo è molto antica. In un diploma di Federico II, datato 1054, è nominata la Pieve di Arquà come pieve appartenente al vescovo di Adria. Nel XVI secolo esistevano anche un'altra chiesa, dedicata a San Martino Vescovo ed un Ospedale di Santa Maria. Una nuova chiesa, in sostituzione di quella antica ormai cadente, venne costruita nel 1516. Due lapidi, datate una 1516 conservata all'Accademia dei Concordi di Rovigo e l'altra 1520 che si trova nella parte sotto la cantoria, attestano la data d'inizio e di fine di questi lavori. Nel 1695 la chiesa fu restaurata, e rinnovata la sua porta monumentale. In seguito non essendo più sufficiente all'aumentata popolazione, si decise di ampliarla nel 1771.
La chiesa è ornata da numerosi altari. Il secondo altare a destra è dedicato a San Vincenzo Ferreri che viene ricordato ogni anno dagli arquatesi nella ormai tradizionale festa del "Maggio Arquatese" nella quale si fa memoria della grazia ricevuta dal Santo che allontanò dalla popolazione arquatese una pesante epidemia.
|
|