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L’organo della Chiesa arcipretale di Gavello fu costruito nel 1843 da Giacomo Bazzani e figli, collaboratori e poi successori di Antonio e Agostino Callido, figli del grande Gaetano.
Lo strumento ha una tastiera di 52 tasti con la prima ottava “corta”, una pedaliera di 17 pedali pure con prima ottava corta, più il tamburo; 19 registri reali, 715 canne.
E’ un raro esempio di compresenza di elementi neoclassici e romantico-orchestrali: è uno dei pochissimi, in Diocesi, a presentare queste caratteristiche ed è l’unico ad averle in modo così spiccato. Non ha, praticamente, subito modifiche nel corso della sua storia. Il pregevole altare, sostenuto da tre gradini in marmo rosso di Verona, ha un dossale curvilineo, che porta sui plinti laterali le sculture di due grandi angeli oranti. Un ricco ciborio, concluso da cupola baccellata, occupa la parte centrale dell'alzato e reca, protetta in una nicchia, una preziosa terracotta.
La bella terracotta (90x55x14), ridipinta più volte, rappresenta la Madonna con Bambino sullo sfondo di un trono, suggerito da un drappo dorato e sostenuto da due angeli. Occupa lo spazio di una nicchia, chiuse da ante decorate all'interno.
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| cenni
storici |
Constatato che il precedente edificio era troppo piccolo per una popolazione cresciuta a 1200 abitanti e troppo disastrato per una armonica ristrutturazione, in accordo con la popolazione e il giurispatrono, si decise di costruire dalle fondamenta una nuova chiesa, capace e decorosa per il culto divino. La popolazione concorse con ammirevole generosità, un buon aiuto venne pure dalla famiglia Foscari. Il 12 luglio 1711 l’arciprete Giulianati, su licenza del Vescovo Del Torre, benedì solennemente la prima pietra. Dopo sei anni la chiesa era finita (1717). Fu consacrata da Mons. Arnaldo Speroni il 9 settembre 1787. Nel 1792 l’arciprete don GioBatta Salvagno la fornì di una decorosa facciata.
La facciata di laterizio intonacato è pausata da quattro paraste doriche su alto plinto. Ha un unico ingresso ad arco, sovrastato da una nicchia con la statua di S. Pietro Martire. Sulle parti laterali sono aperte due grandi finestre rettangolari. Il timpano, con piccolo rosone, porta una croce e ai lati due vasi decorativi.
Epoca: Sec. XVIII (1792)
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l'organo parrocchiale
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