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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Il Vescovo Pierantonio pellegrino alla Giornata Mondiale dei Giovani Cracovia 2016

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Il Vescovo Pierantonio, concludendo la FestaGiovani di Adria 2016, ha annunciato di voler prendere parte come Vescovo pellegrino alla Giornata Mondiale dei Giovani Cracovia2016 con i giovani della propria Diocesi di Adria-Rovigo. L’annuncio, inatteso ai più, è stato accolto con un fragoroso applauso dei giovani che ha riempito le navate della Cattedrale diocesana. Mons. Pierantonio viaggerà con partenza il 24 Luglio insieme ai pellegrini che si recheranno a Cracovia unendosi a quelli che scenderanno nelle stesse ore dall’Arcidiocesi di Danzica dove avranno vissuto nel frattempo le “Giornate nelle Diocesi”.  Raggiungerà Cracovia il 25 Luglio, dove resterà fino al 31 Luglio, quando concelebrerà insieme a tutti i Vescovi la S. Messa presieduta dal Santo Padre il papa Francesco. Tornerà poi con i cinque pullmann dei 220 pellegrini polesani fra il 1 e il 2 Agosto, celebrando con loro nella Cattedrale di Santo Stefano a Vienna.
Il Vescovo Pierantonio invita i pellegrini a porsi con lui davanti al Signore per fare spazio al nostro essere in cammino verso la Giornata Mondiale dei Giovani, da pellegrini.
E’ un anno speciale. La Misericordia di Gesù sta chiamando uomini e donne a riprendere in mano la propria spiritualità, la propria sete di Dio.

Ecco il breve saluto del vescovo Pierantonio ai 220 giovani in partenza per la Polonia:

"il viaggio che si apre davanti a voi si apra soprattutto dentro di voi in Colui che è la Via! arrivederci a Cracovia".
+ Pierantonio

Per seguire i 220 giovani della Diocesi, pellegrini a Cracovia ...

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Per seguire i 220 giovani della Diocesi, pellegrini a Cracovia ...

ecco il link alla pagina Facebook

#‎Krakow2016‬ ‪#‎GMG2016‬ ‪#‎polesaniinpolonia‬

 

 

 

 

Procede la nuova esperienza missionaria condivisa tra la Diocesi di Adria-Rovigo e la Diocesi di Vicenza

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E' bene avviata e procede spedita la nuova esperienza missionaria condivisa tra la Diocesi di Adria-Rovigo e la Diocesi di Vicenza nella Diocesi di Beira in Mozambico. Oltre al Vescovo Pierantonio, erano presenti all'incontro che si è tenuto sabato scorso a Vicenza, il Vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol con il suo Vicario generale mons. Lorenzo Zaupa, il Vescovo di Beira, mons. Claudio Dalla Zuanna, i due preti vicentini che faranno parte dell'equipe missionaria, assieme al nostro sacerdote diocesano don Giuseppe Mazzocco, e i direttori dell'ufficio missionario di Adria-Rovigo (don Silvio Baccaro) e di Vicenza (don Arrigo Grendele).

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Chiusura estiva della Curia Vescovile

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Si avvisa che gli Uffici di Curia rimarranno chiusi al pubblico dall'11 al 20 agosto

ATTIVITA’ DEL VESCOVO PIERANTONIO DAL 17 LUGLIO AL 2 AGOSTO

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Giovedì 21 luglio: ore 16 presiede il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici

Sabato 23 luglio: ore 18.30 celebra la S.Messa a Sant’Apollinare in occasione della festa del patrono

Da domenica 24 luglio a martedì 2 agosto partecipa con i giovani della Diocesi di Adria-Rovigo alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia

 

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OMELIA del VESCOVO PIERANTONIO NELLA SOLENNITA’ DEI SS. PIETRO E PAOLO APOSTOLI - Cattedrale di Adria

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La scelta di dedicare la Chiesa Cattedrale della nostra Diocesi ai Santi Apostoli Pietro e Paolo ci richiama il posto che nella chiesa hanno gli apostoli, e tra loro in modo particolare Pietro e Paolo, denominati “principi degli apostoli”.
Cristo Pastore eterno non ha abbandonato il suo gregge, ma continua a guidarlo e a proteggerlo per mezzo degli apostoli e di coloro che gli apostoli stessi hanno scelto come loro successori. In questa solennità degli apostoli Pietro e Paolo noi celebriamo la presenza di Cristo nel tempo e nello spazio attraverso il ministero visibile dell’Apostolo e della Chiesa. Terminato con l’Ascensione e la Pentecoste il tempo della sua missione terrena, il Signore Gesù continua ad essere presente in mezzo all’umanità attraverso il corpo formato da coloro che credono in lui: è la logica dell’Incarnazione che continua nella Chiesa. Come il Figlio di Dio ha preso un corpo umano per entrare nel mondo, così egli continua ad essere presente in mezzo agli uomini attraverso la concretezza di una comunità umana che è animata dal suo Spirito ed è guidata da coloro che Lui ha costituito pastori.
Questa verità ci viene spiegata con molta chiarezza nel brano di Matteo, che ci viene proposto in questa liturgia. Ci sono tre simboli che richiamano il rapporto tra Gesù e Pietro: la pietra, la chiave e il legare e sciogliere. E’ il Signore che tiene unita la chiesa, ma lo fa attraverso la «pietra» che è Pietro. Cristo ha la chiave di Davide, che apre la porta del Regno, ma la consegna a Pietro, perché apra ai credenti le porte della salvezza. Cristo è l’unico che ha il potere di rimettere i peccati, ma continua a donarlo agli uomini tramite la sua Chiesa: è per questo che a Pietro ha dato il potere di «legare e sciogliere».

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SOLENNITA’ DEI SS. PIETRO E PAOLO APOSTOLI - Cattedrale di Adria

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La giornata di mercoledì 29 giugno ha visto alle ore 17.00, presso la Fondazione Bocchi, una nutrita partecipazione di persone, autorità con il Vescovo Pierantonio e il Vicario Generale, alla presentazione – in onore dell’Arciprete mons. Mario Furini – della Mostra delle Pergamene restaurate, della pubblicazione relativa CARTAE ADRIENSES e della GUIDA introduttiva al MUSEO della Cattedrale ben coordinata dal rag. Aldo Rondina.
La giornata di mercoledì 29 giugno si è conclusa, dopo la celebrazione dei Vespri solenni, con la Solenne Concelebrazione del Vescovo, dei Canonici del Capitolo, dei Parroci e Sacerdoti della Città di Adria, seguita dalla Processione con la reliquia e l’immagine di S. Pietro sulla piazza antistante la Cattedrale.
Vi hanno partecipato molti fedeli della città e dei Paesi vicini, richiamati dall’eco di una tradizione ancora molto radicata. Dopo il saluto affettuoso rivoltogli dall’Arciprete Mons. Mario Furini, il vescovo Pierantonio si è soffermato sulle figure degli Apostoli Pietro e Paolo così diverse per carattere ma “così strettamente unite nell’opera della Redenzione”. In realtà Pietro, costituito capo e fondamento della Chiesa, e Paolo, l’Apostolo delle Genti, furono uniti da profonda amicizia alimentata dalla fede in Cristo risorto. Com’è consuetudine, con il Sindaco e il gonfalone della città hanno assistito al sacro rito le Autorità civili e militari, partecipando poi alla Processione ed alla benedizione finale con la reliquia di San Pietro. Con il vivo apprezzamento di tutti, alla solenne manifestazione di fede ha fatto da sfondo il Coro Polifonico della Cattedrale.

RIFLESSIONE DEL VESCOVO PIERANTONIO PER LA GIORNATA 2016 DEL RIFUGIATO

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Colgo l’occasione della celebrazione della “Giornata internazionale del rifugiato” per proporre qualche pensiero sul dramma di tanti rifugiati e migranti, che in fuga dalla guerra e dalla miseria cercano di raggiugere l’Italia e gli altri paesi dell’Occidente.
Ogni giorno i mezzi di comunicazione sociale ci raggiungono con immagini tremende di morti e di sopravvissuti ai naufragi, di folle disperate alla ricerca di un passaggio verso la loro “terra promessa”. Siamo preoccupati per quanti arrivano nel nostro paese e per i quali, nonostante l’impegno delle autorità e dei volontari, è difficile dare una sistemazione. Siamo disorientati di fronte ad una realtà complessa, divisi come siamo tra il sentimento dell’impotenza e la necessità di non restare indifferenti davanti a tanta povertà e sofferenza.
Ritengo che la prima cosa da fare sia quella di cercare di comprendere quello che sta succedendo: il fenomeno delle migrazioni non riguarda solo il nostro paese o il bacino del Mediterraneo. In tutto il mondo sono in corso dei grandi flussi migratori, che hanno alla base, oltre ai tanti conflitti bellici in atto (la “terza guerra mondiale a pezzi” come ama dire Papa Francesco) anche – e soprattutto - la grande sperequazione tra una parte della terra ricca e l’altra povera e sfruttata. E’ un fenomeno epocale, che non si risolverà in breve tempo e con il quale è necessario imparare a convivere. Non basta limitarsi a reazioni emotive. La paura che proviamo, pur comprensibile e legittima, non può essere la nostra unica risposta.
In secondo luogo, non possiamo restare indifferenti di fronte alla condizione di grande precarietà di profughi e migranti. Come efficacemente ha affermato Papa Francesco: «I profughi non sono un pericolo, sono in pericolo!» e davanti a un fratello la cui vita è in pericolo non possiamo chiudere il cuore e limitarci a dire che il problema non è nostro. Che cosa possiamo fare allora? Possiamo innanzitutto pregare (come faremo nelle nostre parrocchie questa domenica) per i profughi e i migranti, soprattutto per i bambini e le persone più deboli. Possiamo chiedere a Dio luce per i governanti, affinché riescano a dare risposte efficaci e rispettose della dignità della persona umana. Possiamo interrogarci poi su quello che noi possiamo fare per accogliere qualcuno di questi nostri fratelli. A questo proposito anche la nostra Diocesi ha aderito al progetto della CEI “Un rifugiato a casa mia”. Vi sono già alcune esperienze in atto e confidiamo si possano moltiplicare.

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Giubileo diocesano dei catechisti, intervento del vescovo Pierantonio

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Celebrare il giubileo significa fare esperienza dell’amore misericordioso di Dio per poterne poi essere testimoni davanti ai fratelli. Pertanto siamo invitati questo pomeriggio a fare memoria della nostra esperienza di Dio come Padre misericordioso: prima di essere catechisti, infatti, siamo discepoli, chiamati ogni giorno a rinnovare la nostra fede.
La pagina biblica che abbiamo ascoltato (Sir. 51, 13 – 30) è la testimonianza di un uomo che al termine della propria vita ripercorre il cammino fatto. Quando egli ancora molto giovane e non aveva l’età per viaggiare, sentì il desiderio di conoscere la sapienza. Andava al tempio e la chiedeva a Dio e godeva di poterla contemplare, come l’agricoltore gode vedendo i grappoli maturi. Il saggio si lasciava guidare dalla sapienza che lo aiutava ad agire con rettitudine. In tal modo egli trovò quello che cercava e conseguì nella vita dei risultati che gli diedero soddisfazione. Di conseguenza egli ora sente il bisogno di ringraziare Dio e di continuare ad essere fedele ai comandamenti di Dio, senza vergognarsi di essi.

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Omelia del Vescovo Pierantonio in occasione del Pellegrinaggio diocesano al "Santo" di Padova

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Il pellegrinaggio alla Basilica di Sant’Antonio riveste quest’anno un significato tutto particolare, perché avviene nel contesto del Giubileo della misericordia. Abbiamo tanto sentito parlare di misericordia in questi mesi e questa sera vogliamo che a parlarcene sia Sant’Antonio stesso. Mi servirò pertanto di alcuni passi tratti da due Sermoni del santo, dedicati appunto alla misericordia.
Egli tratta della misericordia (Sermone della XVI Domenica dopo Pentecoste) proprio a partire dalle espressioni di Paolo riportate nella prima lettura tratta dalla lettera agli Efesini: «Radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio». Misericordia per Antonio dunque è l’amore di Cristo, che sorpassa ogni conoscenza: la misericordia è un eccesso di amore, che si può comprendere a partire da queste quattro parole: ampiezza, lunghezza, altezza, profondità.

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Nota del Vescovo Pierantonio sull'esortazione apostolica "Amoris Laetita"

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NOTA SULLA RECEZIONE IN DIOCESI DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA “AMORIS LAETITIA”

L’Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” è un testo importante ed impegnativo, che chiede di essere recepito sia attraverso una lettura attenta e meditata, sia tramite un confronto serio e condiviso non solo tra preti ma anche coinvolgendo gli sposi. Lo stile di questo documento pontificio infatti domanda non solo di assimilare dei contenuti, ma di mettersi in ascolto della vita reale delle nostre famiglie. Nel prossimo anno pastorale dedicheremo un’attenzione specifica all’Esortazione apostolica, per fare nostro il messaggio che contiene e verificare insieme come tradurlo nella nostra realtà pastorale. Nelle prossime settimane chiederò ai consigli diocesani e ai responsabili degli uffici pastorali, di elaborare qualche proposta da attuare a partire dal prossimo mese di settembre. Per il momento mi sembra importante sottolineare che il punto di partenza dell’Esortazione è l’invito a riproporre con forza la bellezza del messaggio cristiano sul matrimonio e sulla famiglia. E’ significativo quanto Papa Francesco afferma proprio al principio del testo: «Come hanno indicato i Padri sinodali, malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio “il desiderio di famiglia resta vivo, in specie tra i giovani, e motiva la Chiesa”. Come risposta a questa aspirazione “l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia”» (A.L. n. 1). Siamo invitati pertanto a cogliere come il matrimonio e la famiglia, anche ai giorni nostri, sono la risposta ad un’aspirazione profonda del cuore umano. Far conoscere il progetto di Dio sul matrimonio e sulla famiglia è portare la buona notizia che è possibile vivere un amore fecondo, fedele ed esclusivo, capace di durare per tutta la vita.

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