DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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ATTIVITA’ DEL VESCOVO PIERANTONIO DAL 29 MAGGIO al 4 GIUGNO

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Domenica 29 maggio: ore 10 presiede la S.Messa e conferisce le cresime a Baricetta; ore 18 in Cattedrale ad Adria presiede la S.Messa e la processione nella Solennità del “Corpus Domini”

Martedì 31 maggio: ore 7.30 presiede la S.Messa per i Delegati delle Caritas diocesane del Triveneto presso il Centro Mariano; ore 10: in Vescovado incontra i preti giovani, ordinati nel 2015; ore 15.30 partecipa alla presidenza del consiglio presbiterale; ore 18.30 presiede la S.Messa a Gavello per la festa della B.V. delle Grazie

Mercoledì 1° giugno: ore 9-12 udienze in Vescovado a Rovigo (per i laici solo su appuntamento); ore 16: incontra i responsabili della “Casa GP2”

Giovedì 2 giugno: ore 9 a Sarzano porta un saluto ai partecipanti al “Giubileo del ciclista”; dalle ore 10 partecipa alla “Festa delle famiglie” presso il CENSER (Rovigo)

Venerdì 3 giugno: al mattino in Cattedrale ad Adria partecipa al “Giubileo del clero diocesano”; ore 15.30 incontra le responsabili dell’Istituto secolare “Missionarie di Cristo Re”

Omelia per la Solennità della Ss.ma Trinità, Duomo di Rovigo, 22 maggio 2016

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Il mistero della Santissima Trinità, che oggi la liturgia ci invita a contemplare, fa riaffiorare in me ricordi lontani, legati alla mia infanzia, quando per la prima volta al catechismo ne ho sentito parlare. Ricordo la difficoltà e la fatica di accettare qualcosa che non si poteva capire: come era possibile che tre fossero uno? Solo con il tempo, soprattutto quando in Seminario ho cominciato a studiare teologia, ho potuto comprendere che quanto da bambino mi appariva un ostacolo era invece una via per accedere alla bellezza e alla grandezza del Dio dei cristiani.
La dottrina della Trinità, un solo Dio in tre persone, non va intesa come una sorta di matematica «soprannaturale» (non è un «cubo magico»). Dire che Dio è Trinità non significa fare l’affermazione contraddittoria che uno è uguale a tre e che un’unica e medesima realtà è, sotto lo stesso aspetto, una e allo stesso tempo trina. La dottrina della Trinità piuttosto va compresa alla luce di quanto dice San Giovanni nella sua prima lettera, riassumendo, in tre semplici parole, tutta la rivelazione di Dio contenuta nella Bibbia: «Dio è amore» (1 Gv. 4,8.16).
Se Dio è amore, anche la sua essenza più intima va compresa alla luce dell’amore: quindi anche l’esperienza dell’amore umano, per analogia, può condurci a comprendere qualcosa della vita stessa di Dio. Sottolineo che si tratta di un’analogia, in cui la dissomiglianza è sempre più grande della somiglianza.
«Dell’essenza dell’amore umano fa infatti parte il fatto di dare all’altro non solo qualcosa, ma di comunicare nel dono se stessi e di dare se stessi. Il donante, mentre si dona, si spoglia nello stesso tempo di sé; egli dà se stesso. Tuttavia mentre nel dono e col dono dà se stesso, rimane ugualmente se stesso, anzi trova proprio nell’amore il proprio compimento. Dell’amore fa infatti parte il fatto di diventare con l’altro una cosa sola in modo che così né l’altro né lo stesso amante sono assorbiti e trapassano l’uno nell’altro. Il mistero dell’amore consiste piuttosto nel fatto che, solo diventando una cosa sola con l’altro, noi diventiamo pienamente noi stessi e arriviamo alla nostra perfezione. Il vero amore non è privo di distanze; rispetta l’alterità dell’altro; salvaguarda la specifica dignità dell’altro. Nel diventare una cosa sola con l’altro esso salvaguarda lo spazio in cui una persona può essere se stessa. Il paradosso dell’amore consiste nel fatto di essere un’unità che include l’alterità e la distinzione» (W. KASPER, Misericordia, Brescia 2013, p. 142).

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Omelia per l'ammissione agli ordini sacri di Alessandro Ferracin – Badia P., 21 maggio 2016

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Solennità della Ss.ma Trinità

Quando da bambino andavo a catechismo, ricordo di aver imparato a memoria la risposta alla domanda «Chi è Dio?»: «Dio è l’essere perfettissimo, creatore e signore del cielo e della terra». Crescendo ho capito che questa risposta è esatta, ma va completata: il Dio dei cristiani è il Padre di Gesù Cristo, Gesù è Dio come il Padre, il Padre e il Figlio donano ai cristiani lo Spirito Santo che è Dio come il Padre e il Figlio. In altri termini noi cristiani crediamo in un Dio che è Padre, Figlio e Spirito santo: tre persone un solo Dio. Come possono tre persone essere un solo Dio? La risposta non è nell’aritmetica, ma nel versetto della 1Gv. Che è come la sintesi di tutta la Rivelazione: «Dio è Amore». La vita intima di Dio è una continua, incessante circolazione di amore. Ognuna delle tre divine persone si dona e si riceve dalle altre. L’amore infatti è proprio questo: donarsi e riceversi l’uno dall’altro.  Dio non è solitudine, è relazione di persone che nel donarsi e riceversi sono un solo Dio. In questo donarsi e riceversi Dio si comunica anche al di fuori di sé: anche l’uomo è oggetto di questa incessante circolazione d’amore. La creazione infatti è la prima parola d’amore di Dio verso l’umanità. La nostra riuscita come persone umane sta nel percepire la nostra vita come un dono d’amore di Dio e fare della nostra persona un’offerta a Dio. In altri termini la nostra gioia sta nel corrispondere alla chiamata che Dio ha per ciascuno di noi, entrando così in quella circolazione d’amore che è la vita intima di Dio. Per ognuno di noi Dio ha un compito, una missione: la nostra gioia sta nello scoprire questa vocazione e nel corrispondervi con generosità.
Il rito che riguarda il nostro amico Alessandro ha proprio questo significato: è manifestare davanti alla comunità di aver scoperto che il Signore lo chiama a diventare suo ministro ed impegnarsi a portare a termine la formazione necessaria per poter svolgere questo compito. Il vescovo a nome della Chiesa accoglie questo proposito: la vocazione non è mai qualcosa di puramente soggettivo, ma è sempre verificata dalla chiesa. Non c’è vocazione senza il riconoscimento da parte dei pastori della Chiesa, in primo luogo del Vescovo.

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Il Vescovo Pierantonio in visita ai Vicariati diocesani

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VISITA AI VICARIATI
Con questa settimana il Vescovo Pierantonio inizia una visita ai vicariati, dedicando una giornata intera per ognuno di essi. La visita, che ha come obiettivo un primo approccio del Vescovo con le diverse zone in cui si articola la Diocesi, avrà due momenti forti: al mattino l’incontro con i sacerdoti, alla sera con i laici e le religiose (consigli pastorali vicariali, eventualmente allargati).
Nel pomeriggio il Vescovo visiterà alcune realtà locali significative.

Il programma è il seguente:
- giovedì 7 aprile: Vicariato di Adria - Ariano
- martedì 12 aprile: Vicariato di Rovigo
- giovedì 14 aprile: Vicariato di Castelmassa
- giovedì 21 aprile: Vicariato di Lendinara – San Bellino
- martedì 26 aprile: Vicariato di Badia Polesine - Trecenta
- giovedì 5 maggio: Vicariato di Crespino – Polesella
- giovedì 12 maggio: Vicariato di Villadose
- mercoledì 25 maggio: Vicariato di Stienta

Prossime scadenze fiscali

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Avviso dall'Ufficio Economato

Si rammentano le prossime scadenze fiscali

MODELLO 730: entro il 7 luglio 2016
MODELLO UNICO P. GIURIDICHE: versamento entro il 16 giugno 2016 e successiva trasmissione ON LINE entro il 30 settembre 2016
MODELLO 770 semplificato: presentazione/trasmissione ON LINE entro il 31 luglio 2016
MODELLO IRAP: versamenti entro il 16 giugno 2016 e successiva trasmissione ON LINE entro il 30 settembre 2016
ICI/IMU: versamento prima rata entro il 16 giugno 2016.

Si prega di passare quanto prima presso l’Ufficio Consulenza o Ufficio Economato, e comunque entro e non oltre il 31 maggio p.v., per il ritiro della documentazione necessaria e la preparazione dei modelli suindicati.

Si ringrazia per la collaborazione

Vescovo Emerito Lucio

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