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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO

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Sussidio Avvento 2017 – Futuro Prossimo, a cura dell'Ufficio di Catechesi e della Caritas Diocesana

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PER ANIMARE UN AVVENTO DI PROSSIMITÀ

Dopo “Verso un mondo nuovo” (Avvento 2016), il primo esperimento di sussidio “a quattro mani” tra Ufficio per l’Annuncio e la Catechesi e Caritas diocesana, è ora disponibile online “Futuro Prossimo”, il nuovo sussidio per l’imminente Avvento 2017.

Il Futuro è stato preannunciato come tema del Festival Biblico 2018, e noi lo abbiamo colto in anticipo come tema-guida di questo sussidio. Futuro e tempo di Avvento sono in profonda sintonia, e il Prossimo vorremmo fosse la via privilegiata attraverso la quale il Signore viene a rinnovarci.

Questo strumento vorrebbe tentare di accompagnare la creatività di catechisti, animatori, comunità, perché le esperienze che sapranno offrire ai gruppi dei bambini e ragazzi riescano a “tenere insieme” la Parola di Dio, il dialogo con Lui e anche momenti di vita fatti di interazione tra coetanei, incontri con persone significative, aperture sul mondo, prese di coscienza sulla realtà.

Il tempo per queste esperienze è piuttosto breve, e quest’anno in modo particolare; la quarta domenica di Avvento, infatti, cadrà nella vigilia di Natale, per cui le quattro settimane dell’Avvento, in realtà, saranno ridotte a tre. Tuttavia – anzi, proprio per questo – vale la pena provare a progettare un cammino ben pensato e ben fatto. Un cammino dunque di tre settimane e una domenica.

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Solennità di San Bellino, Patrono della Diocesi - messa vespertina (Duomo di Rovigo, 27 novembre 2017)

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Le notizie storiche, a dire il vero piuttosto scarne, ci consegnano del nostro Patrono San Bellino, l’immagine di un Vescovo zelante, impegnato a difendere la libertà della chiesa di fronte al potere secolare e a promuoverne il rinnovamento spirituale. Allo stesso tempo il Vescovo Bellino ci appare attento ai problemi sociali del suo tempo, ad esempio intervenendo per la liberazione dei «servi della gleba», veri e propri schiavi dei proprietari terrieri. Per questo la preghiera di colletta ricorda di lui «la fede intrepida e la carità ardente».
Che cosa comporta per noi cristiani del XXI secolo ricordare questo Patrono vissuto novecento anni fa? Come tradurre oggi il suo messaggio e il suo esempio? E’ sempre la preghiera di colletta indicarci la risposta a questa domanda: «concedi a noi di vivere e operare sempre nella libertà dei tuoi figli per l’edificazione del tuo Regno». Venerare San Bellino dunque significa rinnovare il nostro impegno per lavorare in questo tempo e in questa città per il Regno di Dio, perché proprio per questo tempo e per questa città Dio ha un progetto di salvezza e tocca ai cristiani annunciarlo e renderlo visibile.

Non è affatto scontato parlare di un progetto e di una salvezza: è più facile pensare ad un declino, alla mancanza diprospettive, all’impossibilità di immaginarci un futuro. Anche a noi è chiesta la «fede intrepida» di San Bellino per vincere la tentazione di questi pensieri negativi: è necessaria una fede che si traduca in impegno e in testimonianza.

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Solennità di San Bellino, Patrono della Diocesi - messa del mattino (San Bellino, 27 novembre 2017)

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Nella figura del Vescovo Bellino vediamo realizzati i tratti del buon pastore. Dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Il buon pastore offre la vita per le pecore», così il nostro patrono ha donato la sua vita per la chiesa che gli era stata affidata. Ha dato la vita non solo perché fu ucciso (verosimilmente perché la sua azione pastorale aveva disturbato qualche potente dell’epoca) ma anche perché non si risparmiò nel servire la chiesa in un tempo difficile, affrontando pure ostilità e persecuzioni per rimanere fedele al Papa e per difendere la libertà della chiesa dal potere secolare. San Bellino lavorò per la riforma della sua chiesa: in un’epoca in cui la chiesa era fortemente condizionata dalla tentazione del potere e della ricchezza di questo mondo, egli indicò la via del rinnovamento spirituale e dell’impegno pastorale. Celebrare la festa del nostro Patrono diventa allora motivo per una verifica del nostro essere pastori. Anche oggi, come accadde a San Bellino nel XII secolo, ci è affidato un popolo che per molti versi è smarrito e disperso. Nella proposta per l’anno pastorale ho cercato di delineare questa situazione di sofferenza e di disagio paragonandola a quella delle folle che seguivano Gesù: «Ciò che colpisce Gesù non è soltanto la mancanza di cibo ma il fatto che le persone “erano come pecore senza pastore”: la folla in altri termini non aveva una guida, un orientamento e quindi era divisa al suo interno, incapace di trovare una strada. E’ una situazione assai simile a quella che stiamo vivendo oggi. L’atteggiamento di Gesù è quello di chi si prende a cuore la sofferenza della folla e manifesta la sua vicinanza e partecipazione. Anche noi ci sentiamo chiamati ad essere una chiesa “umile”, che sta vicino alle persone e alle loro preoccupazioni e angosce e allo stesso tempo mostra un percorso e dona una speranza».

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ATTIVITÀ DEL VESCOVO DAL 10 AL 17 DICEMBRE

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Domenica 10: ore 9.30 a Rivà celebra la messa e conferisce le cresime; ore 17 a Gognano celebra la messa

Lunedì 11: ore 15 presiede la riunione congiunta del Collegio dei Consultori e del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici

Martedì 12: al mattino al Centro pastorale Card. Urbani di Zelarino (Venezia) presiede la Commissione regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici; ore 19 in Seminario celebra la messa e si intrattiene con i seminaristi e i loro familiari

Mercoledì 13: al mattino presiede la riunione dei Vicari foranei

Giovedì 14: al mattino in Seminario partecipa all’incontro di formazione del clero sul tema “L’accompagnamento spirituale delle coppie separate/divorziate che vivono una nuova unione secondo l’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia”

Venerdì 15: ore 10 a Badia Polesine celebra la messa presso la residenza per anziani “Casa del Sorriso”

Sabato 16: ore 9.30 a Rovigo presso il Centro Mariano celebra la messa per le religiose della Diocesi; ore 16 a Stienta celebra la messa per gli ospiti della residenza per anziani “Villa Resemini”

Domenica 17: ore 10 celebra la messa per i detenuti del carcere di Rovigo

ORARIO DELLA SEGRETERIA VESCOVILE
La Segreteria vescovile (tel. 0425 209633 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30

ATTIVITÀ DEL VESCOVO DAL 17 AL 24 DICEMBRE

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Domenica 17: ore 10 celebra la messa per i detenuti del carcere di Rovigo

Lunedì 18: ore 18 all’Ospedale di Rovigo celebra la messa in preparazione al Natale

Martedì 19: al mattino riceve in vescovado su appuntamento; nel pomeriggio visita i malati di alcuni reparti dell’Ospedale di Rovigo

Mercoledì 20: ore 10 a Rovigo celebra la messa per gli ospiti della Comunità Alloggio “Diamante”

Giovedì 21: ore 16 celebra la messa per gli ospiti del Centro Servizi per Anziani “Città di Rovigo”

Venerdì 22: ore 11 a Rovigo nella Chiesa di san Domenico celebra la messa per la Coldiretti

Sabato 23: ore 16 celebra la messa a Casa Madre Dolores delle Suore Serve di Maria Riparatrici (Rovigo)

Domenica 24: nel pomeriggio è a disposizione per le confessioni in Duomo a Rovigo; ore 18.30: al Tempio Civico della Beata Vergine del Soccorso celebra la messa della Vigilia di Natale; ore 24: nel Duomo di Rovigo celebra la messa della Notte di Natale

ORARIO DELLA SEGRETERIA VESCOVILE
La Segreteria vescovile (tel. 0425 209633 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) è aperta nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30

Avviso dall'Ufficio Economato

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Si ricorda che il 30 novembre prossimo scadono i termini per il versamento del secondo acconto IRES anno 2017 , mentre il 16 dicembre p.v. quello del saldo IMU 2017.

Si consiglia ai reverendi parroci di controllare almeno una volta al giorno la casella di posta elettronica,.
che diventerà progressivamento il principale strumento di comunicazione ed invio di documenti.

L’ Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento

 

COMUNICATO DEL VESCOVO PIERANTONIO SULLA CRISI DELLA SICC

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La difficile situazione del mondo del lavoro in Polesine non lascia indifferente la Chiesa diocesana di Adria-Rovigo. Infatti, come ha detto recentemente Papa Francesco nell’incontro con i lavoratori dell’ILVA di Genova «il mondo del lavoro è il mondo del popolo di Dio: siamo tutti Chiesa, tutti popolo di Dio».
Con l’intento di manifestare la vicinanza e la solidarietà della comunità cristiana, il Vescovo, mons. Pierantonio Pavanello, ha incontrato la scorsa settimana gli amministratori e la rappresentanza sindacale della SICC di Rovigo, azienda che sta attraversando un momento di seria difficoltà, a motivo del quale sono stati prospettati una ventina di licenziamenti.
Mons. Pavanello ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie e ha auspicato l’impegno delle istituzioni e delle forze sociali ed economiche per dare uno sbocco positivo alla crisi della SICC. Ha incoraggiato la Direzione dell’azienda a cercare tutte le strade per salvaguardare i posti di lavoro e per non lasciar cadere le possibilità di un rilancio dell’attività. Sarebbe gravissimo non solo per l’azienda in questione, ma anche per l’intera comunità polesana, se di fronte alle oggettive difficoltà, si scegliesse la strada di arrendersi chiudendo l’azienda o ridimensionandola in misura significativa.
La crisi della SICC è infatti sintomatica di una situazione che colpisce tutto il territorio polesano e che esige da parte di tutte le forze sociali uno sforzo comune di reazione e di progettazione per il futuro. Da parte sua la Chiesa diocesana si sente impegnata ad offrire quel messaggio di speranza e di impegno condiviso che viene dal Vangelo e dalla Dottrina sociale della Chiesa.

 

Giornata Mondiale dei Poveri: 19 novembre 2017

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Alle Sorelle e ai Fratelli della Chiesa di Adria-Rovigo

Carissimi,
con queste righe desidero invitarvi a raccogliere l’invito, fatto da Papa Francesco a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia, di celebrare domenica 19 novembre la prima “Giornata Mondiale dei Poveri”.
Non si tratta di un’altra domenica dedicata a raccogliere offerte e altri aiuti per i poveri. L’intenzione di Papa Francesco è più radicale: spingerci a incontrare i poveri che sono tra noi per verificare l’autenticità evangelica della nostra vita cristiana. Dare qualcosa a chi è povero è azione lodevole, ma può rimanere un gesto che non ci tocca e lascia inalterata la nostra vita. L’incontro con il povero invece ci costringe a interrogarci su ciò che vale veramente nella vita: «la povertà è anzitutto una vocazione a seguire Gesù povero. È un cammino dietro a Lui e con Lui, un cammino che conduce alla beatitudine del Regno dei cieli (cfr Mt 5,3; Lc 6,20)» (Papa Francesco, Messaggio per la 1° Giornata Mondiale dei Poveri).

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Omelia del Vescovo Pierantonio per la Messa in onore della Beata Vergine delle Grazie, Duomo di Rovigo, domenica 29 ottobre 2017

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La Vostra partecipazione numerosa a questa celebrazione attesta la devozione verso l’immagine della Madonna delle Grazie, custodita in questa chiesa, una devozione che ci collega alla storia religiosa della nostra città di Rovigo, segnata in modo particolare dall’affidamento all’intercessione della Vergine.
L’immagine della Madonna delle Grazie risale al XIV secolo ed era in origine un affresco collocato in una piccola chiesa che si trovava nell’angolo sudest dell’attuale piazza del Duomo, chiesetta detta “dometto” che fungeva tra l’altro da battistero. Con la costruzione del Duomo attuale si decise di demolirla per far spazio ad una piazza. Fu proprio durante la demolizione che secondo la tradizione avvenne un fatto prodigioso, che sta all’origine della particolare venerazione che circonda questa immagine mariana. Nel febbraio del 1737 si stava abbattendo la facciata del “dometto” dove si trovava l’affresco della Madonna. Un muratore, tale Giovanni Battista Bellettato quando iniziò a colpire il muro vicino all’immagine sentì improvvisamente irrigidirsi il braccio, rimanendo come paralizzato. Successivamente, invocata la Vergine, recuperò subito il movimento del braccio. Avvertito di questo fatto, il Vescovo ordinò di portare nel nuovo Duomo con una solenne processione l’immagine della Madonna, che venne collocata in una cappella a Lei dedicata. Da allora i rodigini cominciarono a invocare Maria per le loro necessità davanti a questa immagine e ottennero molte grazie speciali, tanto che l’immagine fu denominata “Madonna delle Grazie”.

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COMUNICATO IN ORDINE AI NUOVI ORARI DI APERTURA DELLA CURIA DIOCESANA E ALL’USO DELLE CASELLE DI POSTA ELETTRONICA

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1. Si comunicano i nuovi orari degli Uffici della Curia diocesana, a far data dal prossimo mese di dicembre 2017.
Lunedì, martedì, mercoledì e venerdì, ore 9 – 12.
Giovedì e sabato: chiuso.

2. Si comunica altresì che dalla metà del mese di novembre saranno progressivamente disattivate la caselle di posta elettronica con dominio @diocesi.rovigo.it e attivate quelle col nuovo dominio (su server CEI) @diocesiadriarovigo.it, così come riportato dall’Annuario 2017 a p. 223.
I direttori degli uffici di Curia, i delegati episcopali, gli incaricati di settori pastorali ed anche i rev.mi parroci – qualora interessati – sono invitati a prendere contatti con il Vice cancelliere per il rilascio
delle nuove credenziali.

Si ringrazia per la collaborazione

Omelia del Vescovo Pierantonio per la Messa di inizio Anno Accademico, Padova, Facoltà Teologica

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C’è un nesso tra la prima domanda del Padre nostro nella versione del Vangelo di Luca e il comportamento di Giona, di cui ci parla la prima lettura. Lo stato d’anima di Giona infatti è esattamente il contrario di quanto Gesù insegna a chiedere ai discepoli quando pregano il Padre: Padre: “sia santificato il tuo nome”. Giona si oppone a questa richiesta: lui non vuole che il nome di Dio sia manifestato. Egli lo conosce, il nome di Dio, e gli rincresce che Dio si manifesti come egli è. Infatti dice a Dio: "Io sapevo che tu sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore e che ti ravvedi circa il male minacciato!". Ecco qual è il "nome" di Dio, che vuol manifestarsi, e che Giona conosce da tutta la rivelazione biblica. Eppure non vuole che esso si manifesti nella sua vita: è una cosa che va contro i suoi gusti, contro la sua volontà di vivere. Egli è stato mandato a Ninive per profetizzare: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta! " e adesso pretende che questa profezia si realizzi, perché ne va della sua reputazione di profeta. Ma la misericordia di Dio non può mettere in atto comunque questa predizione. Dio ha inviato il suo profeta per chiamare a conversione e la sua minaccia era condizionata: "Se non vi convertite, perirete", ed ora Dio è contento che la gente di Ninive si sia convertita e di poter manifestare "il suo nome": il suo amore, la sua tenerezza, la sua misericordia. Giona invece è in collera, non vuole che il nome di Dio si manifesti. E Dio allora gli dà una lezione, perché capisca quanto profondamente egli abbia ragione di aver compassione di coloro che ha creato, come sia logico per lui perdonare, chiamare alla vita e non alla morte.

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Vescovo Emerito Lucio

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